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Clinica Euro Veterinaria

Un caso di tachicardia in un cucciolo di Bull Terrier

Elvis, Bull Terrier di 9 mesi, è stato portato in clinica in seguito ad un episodio di ematuria. L’anamnesi non evidenziava altri problemi ed Elvis è regolarmente vaccinato. Dalla visita clinica è subito emersa la presenza di una marcata tachiaritmia. E’ stato subito eseguito elettrocardiogramma di superficie ed ecocardiografia. L’ECG ha permesso di classificare l’aritmia nel gruppo delle tachicardie sopraventricolari, con sospetto che si trattasse della forma ortodromica reciprocante, cioè che prevede dei circuiti di rientro con presenza di una via accessoria di conduzione La frequenza cardiaca di Elvis superava ripetutamente i 300 battiti al minuto. L’ecocardiografia evidenziava la presenza di una stenosi subaortica di grado lieve e di moderato sovraccarico volumetrico del ventricolo sinistro, nonché un sottile rigurgito mitralico. Questi ultimi due reperti ecocardiografici sono probabilmente la conseguenza della tachicardia. Elvis, che nonostante questa grave patologia cardiaca era asintomatico e non aveva mai mostrato debolezza o episodi sincopali, è stato subito messo sotto terapia antiaritmica inizialmente con Propafenone, poi con Chinidina. Purtroppo nessuno dei due farmaci ha funzionato e i controlli elettrocardiografici evidenziavano la tachicardia. E’ stato proposto ai proprietari di rivolgersi ad un centro cardiologico di referenza che, unico in tutto Italia, esegue studi di elettrofisiologia e interventi di ablazione in radiofrequenza , prospettandogli la possibilità che il problema di Elvis potesse essere così definitivamente risolto con l’ablazione della via accessoria. I proprietari hanno accettato e noi abbiamo accompagnato Elvis in questa struttura dove , in anestesia generale, è stato eseguito lo studio elettrofisiologico endocavitario , identificata la via anomala di conduzione ed eseguita radio ablazione. Ora Elvis sta bene e il proprietario dice che è più scatenato di prima. Dovrà essere sottoposto ad alcuni controlli per verificare che non si presentino recidive della tachicardia, evento possibile con una probabilità pari all’ 1 %, ed ecocardiografie per monitorare la regressione delle alterazioni cardiache indotte dalla tachicardia. Considerazioni: Le tachicardie, e più in generale le aritmie, sono patologie piuttosto frequenti nei nostri animal, purtroppo sottostimate, e potenzialmente molto pericolose. Possono infatti causare alterazioni emodinamiche con conseguente comparsa di segni clinici dipendenti da alcuni fattori, primi tra tutti la frequenza ventricolare e la durata dell’aritmia. La tachicardia che supera i 300 bpm può portare a debolezza per scarsa gittata cardiaca, lipotimia o sincope a riposo o più frequentemente durante l’esercizio e , in casi estremi, morti improvvise. La diagnosi di aritmia può essere fatta, oltre che con l’elettrocardiogramma di superficie (ECG), mezzo poco invasivo e di rapido riscontro, anche con altri strumenti, come il monitoraggio Holter, rilevatori di evento esterni e rilevatori di eventi ciclici. Lo studio elettrofisiologico rappresenta un ulteriore mezzo diagnostico che consente di effettuare un accurato riconoscimento del tipo di disturbo del ritmo. Nel cane viene effettuato in anestesia generale e prevede il posizionamento nell’atrio destro, per via percutana, di un elettrocatetere attraverso la vena giugulare esterna e di un secondo catetere attraverso la vena femorale . Sempre attraverso la vena femorale si introduce un catetere ablatore nel ventricolo destro e nell’atrio destro che, nel caso delle tachicardie atrio-ventricolari, una volta individuata la via accessoria, tramite l’emissione di radiofrequenza provoca la necrosi e abolizione definitiva del substrato anatomico.. Tale procedura comporta alcuni rischi, ma sicuramente la mortalità è molto bassa e le possibilità di riuscita molto alte. Fondamentale è fare diagnosi precoce e saper individuare il trattamento d’elezione per i diversi tipi di aritmia.
Un caso di tachicardia in un cucciolo di Bull Terrier
Un caso di tachicardia in un cucciolo di Bull Terrier
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