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Clinica Euro Veterinaria

Ipotricosi congenita

Viene presentato a visita un setter M, di circa 30 giorni. Il cane è nato in seguito ad accoppiamento consanguineo (non si sa se dal padre o dal fratello). La cucciolata è composta in totale da 6 cuccioli, il cane vive in box con la madre e i fratelli, tutti sani. Non è ancora vaccinato, né trattato con antiparassitari, né è mai stato lavato. Alla visita si presenta in buone condizioni generali, mucose rosee, linfonodi esplorabili leggermente aumentati di volume, bpm 136, T° 38.6, auscultazione cardiaca e polmonare nella norma, peso 3 kg (viene pesata anche la sorella che pesa esattamente come lui). Il cane presenta estese zone alopeciche, fin dalla nascita, il proprietario riporta che il cane è nato quasi completamente senza pelo e poi sono cresciuti alcuni peli rudimentali. Le zone più colpite sono testa, arti addome, la lieve peluria si concentra principalmente sul dorso. Dall’anamnesi e dai segni clinici il sospetto è ipotricosi congenita. In alcune razze l’alopecia genetica viene richiesta dallo standard di razza (Cane nudo del Messico, Cane cinese crestato, Cane nudo Inca, Terrier nudo americano) e sono il risultato di selezione genetica. In questo caso si parla di Displasia ectodermica legata al cromosoma X, è una malattia congenita caratterizzata dalla riduzione o dall’assenza dei follicoli piliferi, delle ghiandole sebacee e a volte delle ghiandole sudoripare in diverse sedi, associate a volte ad anomalie dentarie e/o altre anomalie ectodermiche, in questo caso non sono presenti altre anomalie e la formula dentaria al momento (con denti decidui) è corretta e completa. Sono stati effettuati anche esame emocromocitometrico dal quale il cane risulta lievemente anemico (si consiglia monitoraggio) ed esame biochimico completo dal quale non risultano alterazioni Al momento non sono presenti altre anomalie descritte in associazione (congiuntivite bilaterale, fotofobia, ernia ombelicale. La modalità di trasmissione è autosomica recessiva per il cromosoma X, fatto che spiega la predisposizione dei maschi e l’estrema rarità nella femmina. L’eziopatogenesi è poco conosciuta.
Ipotricosi congenita
Ipotricosi congenita
Ipotricosi congenita
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